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Il mese mariano come stella cometa che indica la via. Intervista all’assistente spirituale di Uneba Pisa

PISA – Nel cuore del mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla Vergine Maria, il mondo UNEBA ha riscoperto le radici più profonde della propria missione nel convegno nazionale di Assisi “Accogliere e servire nello spirito di San Francesco”: servire e prendersi cura delle persone più fragili alla luce del Vangelo. San Francesco, seguendo egli stesso le orme di Maria, modello perfetto di ascolto, disponibilità e carità concreta, diventa così assieme alla Madre Celeste guida e ispirazione per operatori, volontari e realtà assistenziali che ogni giorno trasformano il servizio in testimonianza cristiana.

In questa intervista a Don Federico Cifelli, assistente spirituale dell’UNEBA Pisa, riflettiamo sul significato spirituale del mese mariano per gli enti UNEBA, sul valore del “sì” di Maria e su cosa significhi oggi vivere la cura dell’altro “in Cristo”, facendo della carità non solo un’opera sociale, ma un autentico cammino di fede e umanità:

Perché il mese di maggio può essere definito il “mese di UNEBA”?

“Perché maggio è tradizionalmente dedicato alla Vergine Maria, modello perfetto di accoglienza, servizio e amore. In Maria, gli enti UNEBA riconoscono l’esempio più autentico della propria missione: accogliere Cristo e donarlo ai fratelli più fragili attraverso opere concrete di assistenza e carità”.

Qual è il significato del “sì” di Maria per chi opera nelle realtà UNEBA?

“Il “sì” di Maria rappresenta la disponibilità totale a Dio e al servizio dell’uomo. Anche chi opera nelle strutture UNEBA è chiamato a vivere questa stessa apertura interiore, mettendo la propria vita e il proprio lavoro al servizio dei più deboli con amore, fede e dedizione”.

Perché Maria viene definita il primo “Tabernacolo vivente”?

“Perché ha accolto nel suo grembo Gesù vivo, portandolo al mondo. Maria ci insegna così ad accogliere Cristo nella nostra vita, ad ascoltarlo e a donarlo agli altri, specialmente a chi soffre ed è nel bisogno”.

Qual è il rischio di una carità vissuta senza Cristo?

“Senza Cristo rischiamo di offrire soltanto noi stessi, con tutti i nostri limiti e povertà. Nutrendo invece la nostra vita spirituale di Cristo, possiamo amare e servire i fratelli con il Suo stesso amore, diventando strumenti autentici della Sua presenza”.

Che cosa significa vivere il servizio “in Cristo”?

“Significa conformarsi a Lui attraverso la preghiera, l’Eucaristia e l’amore concreto verso il prossimo. Solo così il servizio agli assistiti non diventa semplice assistenza, ma autentica testimonianza cristiana”.

Quale frase di San Paolo esprime meglio la missione cristiana di UNEBA?

“Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.”

Qual è la vera “qualità” della testimonianza UNEBA?

“Non dipende soltanto dai numeri o dalla grandezza delle opere, ma dalla capacità di testimoniare l’amore di Cristo nel servizio ai più fragili, con spirito evangelico, umanità e fede autentica”.

Qual è il legame profondo tra il mese mariano e la missione degli enti UNEBA?

“Il mese mariano richiama tutti gli enti UNEBA a guardare a Maria come guida del servizio cristiano. Come Maria ha accolto e donato Cristo al mondo, così anche ogni realtà UNEBA è chiamata ad accogliere Cristo nella propria vita e a portarlo ai fratelli attraverso opere di misericordia e assistenza”.

Che cosa significa “donarsi ai fratelli in Cristo”?

“Significa servire ogni persona fragile non solo con competenza professionale, ma con uno spirito evangelico, riconoscendo in ciascuno il volto di Cristo e vivendo il servizio come vocazione e testimonianza d’amore”.

Quale augurio può accompagnare il mese mariano nelle realtà UNEBA?

“Che Maria accompagni ogni operatore, volontario e assistito affinché, vivendo nell’amore di Cristo, possiamo essere segni concreti di speranza, carità e consolazione per tutti i più deboli”.

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