Stupefacenti e psicotropi. Nuove regole per sicurezza, custodia e tracciabilità nelle strutture sanitarie

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Decreto del Ministero della Salute che entra in vigore dal 26 settembre. Si tratta del decreto del Ministro della Salute del 15 settembre 2026 che definisce le misure minime uniformi per la sicurezza, la custodia, la tracciabilità e la gestione dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope, ad uso umano e veterinario, inclusi nella tabella dei medicinali sezioni A, B, C allegate al DPR 309/90 e detenuti o utilizzati nelle strutture sanitarie pubbliche e private. Il decreto è stato emanato nell’ambito delle attività connesse al Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici e nasce in risposta all’esigenza di definire le modalità di gestione dei medicinali stupefacenti con lo scopo di prevenire furti, sottrazioni, manomissioni, frodi documentali, utilizzi impropri e diversioni dal circuito sanitario legale.

Si raccomanda a tutte le strutture di leggere e dare attuazione alle nuove indicazioni nelle rispettive strutture nell’ottica di assicurare l’attuazione della legge e la sicurezza della gestione di tali sostanze.

Intelligenza artificiale e Dottrina Sociale della Chiesa, convegno Uneba a Brescia

“Cura e innovazione – Gli insegnamenti della Dottrina sociale della Chiesa nel settore socio sanitario tra umanità e intelligenza artificiale” è il tema del nuovo convegno nazionale di Uneba.

Si svolge giovedì 22 (inizio ore 14.30) e venerdì 23 ottobre (termine col pranzo) a Brescia, in collaborazione con Uneba Lombardia e Uneba Brescia. Sede del convegno è il Centro Paolo VI. Partecipazione gratuita, pernottamento e pasti inclusi.

I temi del convegno

L’intervento di apertura “Cura e innovazione” sarà di mons. Angelo Gelmini, vicario generale della Diocesi di Brescia.

A seguire due sessioni tra cui i partecipanti al convegno potranno scegliere:

  • “Intelligenza artificiale e nuove tecnologie nei servizi alla persona – Oltre la sfida tecnologica, verso una transizione etica”  con gli interventi di docenti universitari e rappresentanti di enti associati Uneba.
  • “Evoluzione dei servizi sociosanitari per la popolazione anziana e fragile” con le esperienze degli enti Uneba e l’intervento del Centro Studi Uneba
    I dialoghi proseguiranno anche la mattina di venerdì.

A seguire, venerdì 23 ottobre mattina, relazione “L’eredità di Paolo VI: etica e innovazione – Umanesimo, Fede, Modernità” di don Angelo Maffeis, presidente dell’Istituto Paolo VI di Concesio, paese natale del Papa.

Attività culturali del convegno

Il convegno ha il patrocinio del Comune di Brescia

Immagine di copertina, “Il sogno”, di Marc Chagall

Paolo VI  e Uneba

Proprio Paolo VI (all’anagrafe Giovan Battista Montini), infatti, è l’ispirazione di questo convegno, e la ragione per cui si svolge a Brescia, vicino alla sua natia Concesio. Paolo VI portò a conclusione il Concilio Vaticano II e, con la sua enciclica Populorum Progressio, di cui ricorrono nel 2027 i 60 anni, ha dato un contributo fondamentale alla Dottrina Sociale della Chiesa.  Inoltre, da arcivescovo di Milano, Giovan Battista Montini, sostenne lo sviluppo di Uneba, nata a Milano nel 1950, e continuò a sostenere l’Uneba anche quando divenne Papa Paolo VI.

In apertura del convegno, Uneba presenterà la piccola raccolta degli interventi (testi e discorsi) di Papa Montini in occasione degli eventi Uneba.

Inaugurata Rsa Madonna del Sacro Cuore

È stata inaugurata il 3 Ottobre la Rsa Madonna del Sacro Cuore di Bientina gestita dalla Fondazione Madonna del soccorso di Fauglia (Pi).  La cerimonia è iniziata con il saluto delle autorità presenti a partire da quelle del Parroco di Bientina, del Sindaco, del Presidente della Fondazione fino al Vescovo di San Miniato. A seguire ha preso avvio la S. Messa e, quindi, la bella processione fino alla Rsa ove si è tenuta la cerimonia di taglio del nastro e inaugurato della struttura.
Alla cerimonia presieduta dall’Arcivescovo di Pisa insieme al Vescovo di San Miniato,  mons. Fausto Tardelli, mons. Giovanni Benotto e mons. Carlo Ciattini ha visto la partecipazione di circa mille persone e tantissime realtà del territorio di Bientina e dei paesi limitrofi. È stata una bellissima giornata di festa e preghiera.
 

Inaugurazione Rsa Madonna del Sacro Cuore

La Fondazione Madonna del soccorso Ets di Fauglia (Pi) invita tutti a partecipare all’inaugurazione della nuova Rsa e Cd Madonna del Sacro Cuore di Bientina (Pi) che si terrà il prossimo 3 ottobre alle ore 15.30 nella centrale piazza Vittorio Emanuele II di Bientina (Pi). La struttura è destinata ad accogliere fino a 48 posti per anziani non autosufficienti modulo base in regime residenziale e 6 in regime diurno.  La celebrazione sarà presieduta dall’arcivescovo di Pisa S. Ecc. Rev.ma Mons. Saverio Cannistrà e dal Vescovo di San Miniato S. E. Rev.ma Mons. Giovanni Paccosi.  Sarà presente anche S. E. Rev.ma Mons. Fausto Tardelli presidente onorario dell’ente Fondazione Madonna del soccorso. Alla cerimonia prenderanno parte anche molti rappresentanti dei Comuni della provincia di Pisa, Asl, Sds, compagnie, confraternite, Scout, Unitalsi, sacerdoti e religiose, Misericordie, Gruppi Frtres e tante realtà del territorio. Il Direttore generale della Fondazione Madonna del soccorso Riccardo Novi – anche presidente di Uneba Pisa – riferisce che: ‘Aspettiamo tutti alla cerimonia del 3 ottobre 2026 a Bientina’. Intervistato in merito alle richieste di ingresso riferisce che: ‘Le richieste di accesso alle Rsa è,  soprattutto negli ultimi anni, in costante crescita. Basti pensare che solo il nostro ente ha circa 70 anziani in lista di attesa. La gestione, in qualità, delle strutture socio-sanitarie è la migliore carta da visita. La nostra realtà si impegna molto a fare rete sul territorio di riferimento impegnandosi nella collaborazione con la parrocchia, il Comune, le scuole, le varie realtà sociali ed associative del paese in maniera che gli anziani sperimentino l’accoglienza non soltanto della Rsa ma dell’intera collettività. In merito alla ricerca di personale,  spesso complessa, in questo caso non si sono verificate particolari difficoltà soprattutto grazie ad una doppia strategia attivata: 1) favorire l’avvio della struttura da parte di personale qualificato già in servizio presso altre strutture dello stesso ente nelle quali andrà certsmente sostituito ma con minor impatto rispetto all’assunzione di ‘massa’ in una nica struttura; 2) Svolgimento di percorsi abilitanti al titolo Adb nel comune di riferimento negli ultimi due anni in maniera da facilitare la partecipazione attiva della comunità. Personale poi già avviato al lavoro in altre strutture per consentirne l’acquisizione di esperienze necessarie. Queste due ‘strade’, percorse contemporaneamente ha consentito di organizzare l’equipe in maniera equilibrata e preparata’. Allora vi asperità tutti il 3 ottobre a Bientina.

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Regione Toscana: più risorse per abbattere le liste d’attesa

Come da comunicato apparso sul sito di Regione Toscana (Dal quale è tratto il presente), la Regione Toscana ha stanziato più risorse per ridurre le liste d’attesa nelle RSA, nuovi strumenti per prevenire la fragilità e una rete di servizi integrati sempre più vicina alle persone e alle famiglie. È la strategia con cui la Regione Toscana affronta la sfida dell’invecchiamento demografico, mettendo in campo un pacchetto di interventi approvati dalla Giunta che rafforzano il welfare territoriale e accompagnano la persona anziana lungo tutto il percorso di vita.

Tra le misure di maggiore rilievo c’è lo stanziamento di 10 milioni di euro aggiuntivi per aumentare gli inserimenti nelle Residenze sanitarie assistenziali (RSA). Si aggiunge il nuovo programma “Sostegno Fragilità Anziani”, che garantisce un intervento rapido quando una persona con più di 70 anni affronta un momento  di fragilità, con visite domiciliari, orientamento e supporto nella ricerca di assistenti familiari qualificati. Completa il pacchetto l’approvazione delle Linee guida per la prescrizione sociale, un nuovo modello di prevenzione che consente ai professionisti della salute di orientare le persone verso attività culturali, volontariato e relazioni di comunità, riconoscendo che la salute dipende anche dalle condizioni sociali e relazionali.

«Con questi provvedimenti – sottolinea il presidente della Regione, Eugenio Giani – cerchiamo di rispondere ad alcune delle delle questioni più sentite dalle persone anziane non autosufficienti e dalle loro famiglie. In particolare mettiamo risorse aggiuntive per ridurre le liste d’attesa nelle Rsa e quindi favorire l’accesso in tempi adeguati. Inoltre  avviamo un percorso che renderà la programmazione delle Rsa più equa, superando i vecchi budget storici per renderla coerente con la reale distribuzione della popolazione anziana e con l’evoluzione dei bisogni nei territori».

«L’invecchiamento della popolazione è una delle grandi sfide del nostro tempo e richiede politiche pubbliche innovative – afferma l’assessora regionale alla sanità e alle politiche sociali Monia Monni –. Con questi provvedimenti non rispondiamo solo alle emergenze, ma costruiamo un modello pubblico e universale che accompagna la persona dalla prevenzione alla domiciliarità, fino all’assistenza residenziale. L’obiettivo è mettere davvero la persona al centro, integrando sanità, sociale e le risorse di comunità presenti nei territori.»

Dieci milioni in più per le RSA
Il primo intervento riguarda l’assistenza residenziale. La Giunta regionale ha destinato 10 milioni di euro aggiuntivi per il 2026 agli inserimenti nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) di persone ultra65enni non autosufficienti con Piano Assistenziale Individualizzato (PAI). La misura nasce dal monitoraggio delle liste d’attesa nelle Zone Distretto e nelle Società della Salute, che ha evidenziato la necessità di rafforzare l’offerta.
Con questo incremento, la dotazione complessiva 2026 per RSA e Centri Diurni sale a 244,05 milioni di euro. Il provvedimento avvia inoltre la riorganizzazione dell’offerta specialistica e fissa per il 2027 una dotazione complessiva di 276,05 milioni di euro, che includerà anche 12 milioni previsti dal Patto per il Welfare per l’adeguamento contrattuale dei lavoratori delle cooperative sociali e del settore.

“Sostegno Fragilità Anziani”
Altra misura significativa l’avvio dallo scorso 1° luglio del programma triennale “Sostegno Fragilità Anziani – Una Rete di Prossimità”, finanziato con 12,8 milioni di euro. Evoluzione dell’esperienza del “Pronto Badante”, il servizio si rivolge agli over 70 che affrontano per la prima volta un momento di fragilità.
Attraverso il numero unico regionale 055 4383000, il sistema garantisce un intervento rapido entro 24-48 ore, con visite domiciliari, orientamento e supporto pratico per la ricerca di assistenti familiari qualificati. Tra le misure previste, anche un contributo una tantum di 300 euro (erogato tramite Libretto Famiglia INPS) per coprire fino a 30 ore di assistenza regolare a domicilio.
Nel primo mese di attivazione ci sono già state 1507 telefonate al numero unico regionale con conseguenti 725  attivazioni di progetti.

Arriva la “prescrizione sociale”
La Toscana compie un passo avanti anche sul fronte della prevenzione con l’approvazione delle Linee guida per la prescrizione sociale, uno strumento di integrazione sociosanitaria che consente ai professionisti della salute e del sociale di orientare le persone verso attività, servizi e risorse presenti nella comunità, riconoscendole come parte integrante dei percorsi di salute e benessere.
La prescrizione sociale consentirà ai professionisti della sanità e del sociale di orientare le persone verso attività motorie, culturali, di volontariato e partecipazione civica, riconoscendo il valore che queste esperienze hanno nella promozione della salute e nella prevenzione della fragilità e della solitudine.
Le Case della Comunità rappresenteranno il punto di snodo naturale di questo modello, valorizzando il Terzo settore e l’associazionismo come vera e propria “infrastruttura di salute” contro l’isolamento e la solitudine.

Innovazione e riforma: al lavoro 50 professionisti
A completare il quadro delle azioni regionali è il percorso d’innovazione avviato con il coinvolgimento di oltre 50 professionisti del sistema socio-sanitario toscano. I gruppi di lavoro stanno elaborando proposte che guideranno l’evoluzione del sistema regionale in tre ambiti: la presa in carico unitaria della persona anziana non autosufficiente, la riorganizzazione della rete residenziale secondo l’intensità assistenziale e lo sviluppo di un sistema integrato dei servizi domiciliari.

Con questi provvedimenti la Regione Toscana delinea una strategia organica che mette insieme prevenzione, prossimità, domiciliarità e assistenza residenziale, con l’obiettivo di costruire un sistema sempre più capace di rispondere all’evoluzione demografica e ai bisogni della popolazione anziana (Tratto dal sito istituzionale di Regione Toscana).

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Controlli sugli Enti del Terzo Settore: adottati i modelli di verbale

Sul sito istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali si dà notizia dell’approvazione dei verbali di controllo degli Enti del terzo settore ai sensi dell’art. 5, comma 1 del Decreto ministeriale n. 125 del 7 agosto 2025, recante la definizione delle forme, dei contenuti, dei termini e delle modalità per l’esercizio delle funzioni di vigilanza, controllo e monitoraggio sugli Enti del Terzo Settore. Infatti, con Decreto direttoriale n. 198 del 10 agosto 2026, a firma del Capo Dipartimento per le Politiche sociali, del terzo settore e migratorie sono stati adottati i modelli di verbale per i controlli ordinari e straordinari degli Enti del Terzo Settore, nonché il modello di non avvenuto controllo per irreperibilità dell’ente.
Le risultanze delle attività di controllo dovranno essere riportate esclusivamente nei modelli di verbale anzidetti. Per consultare i modelli di verbale si rimanda al sito ministeriale sul quale sono pubblicati i modelli di verbale:

  • per il controllo ordinario in formato pdf e word;
  • per il controllo straordinario in formato pdf e word;
  • per il verbale di non avvenuto controllo per irreperibilità dell’ente in formato pdf e word.

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Prescrizione sociale: un’opportunità per costruire salute e comunità. Valentina Blandi – Toscana Oggi 9 agosto 2026

«Dottore, non so cosa mi fa male, ma mi fa tanto male. La prego, mi dia qualcosa». Una richiesta
che racchiude spesso un bisogno che nessun farmaco, da solo, può soddisfare e che d’ora in poi –
grazie alle Linee guida regionali sulla prescrizione sociale (Delibera Regione Toscana n. 943 del 27
luglio 2026), le prime in Italia – il medico di medicina generale potrà valutare nella loro
complessità, prescrivendo non solo farmaci, visite ed esami, ma anche passeggiate all’aria aperta,
attività culturali, cinema o musei.

E poco importa se il cittadino – giovane o anziano, con fragilità o vulnerabilità, a rischio o con
dipendenze in atto – viva in un piccolo borgo lontano dalle opportunità offerte dalle città, perché
la prescrizione sociale è, in realtà, una prescrizione rivolta all’intera comunità. Anzi, è una
prescrizione che crea comunità attorno a un progetto di salute per tutti. Un percorso di
prescrizione sociale, infatti, richiede una integrazione tra servizi, attività accessibili e luoghi che
diano coerenza e significato al percorso di salute della persona e in cui cresca senso di
appartenenza alla comunità.

L’obiettivo delle Linee guida è infatti quello di aiutare, innanzitutto, gli ambiti sanitario, sociale e
culturale di un territorio a dialogare tra loro: individuare i bisogni sui quali attivare la prescrizione,
definire le attività da proporre e gli indicatori con cui valutarne gli esiti.

Chiamati in causa non sono solo i medici, ma anche assistenti sociali, educatori e tutti i
professionisti afferenti alle istituzioni sanitarie, sociali e comunitarie, con l’obiettivo di co-costruire
insieme al cittadino un percorso nel quale egli sia protagonista del proprio processo di salute.

L’approccio scientifico che sta alla base della prescrizione sociale è quello del benessere bio-psico-
sociale e salutogenico: la salute non è semplicemente assenza di malattia, ma un processo
attraverso il quale la persona tende, da protagonista, al massimo benessere possibile lungo il
continuum salute-malattia.

E se la persona non coincide con la sua malattia, ma quest’ultima incide soltanto sulla sua
possibilità di stare bene, allora le organizzazioni sanitarie e sociali devono dialogare non solo per
diagnosticare le patologie e assistere efficacemente chi ne è affetto, ma soprattutto per aiutare
ciascuno a raggiungere il massimo livello di benessere possibile, dal primo all’ultimo giorno della
propria esistenza.

In questo senso, le Linee guida sulla prescrizione sociale individuano una strada e un orientamento
pratico attraverso i quali forse riuscire finalmente a realizzare quell’integrazione socio-sanitaria
che auspichiamo da oltre venticinque anni, a partire dalla legge quadro n. 328 del 2000.

Perché, se un’integrazione di risorse e di uffici è stata realizzata sul piano istituzionale, il cittadino
rischia ancora oggi di ammalarsi di più nello smarrimento di dover capire cosa fare, dove andare e
a chi rivolgersi per ricevere un supporto.

Le Linee guida sulla prescrizione sociale, pur avendo natura orientativa, esprimono oggi un
indirizzo molto chiaro. Se vogliamo costruire comunità locali capaci di generare salute, le
istituzioni sanitarie e sociali più vicine ai cittadini non possono progettare gli interventi senza
valorizzare le energie, le risorse e le iniziative culturali, sociali e produttive presenti nei singoli
territori.

Le sfide che le Linee guida pongono ai territori sono molteplici. Saremo in grado di far dialogare le
politiche sanitarie, sociali, culturali, del lavoro, sportive e ambientali attorno a progetti che
generino salute per tutti? Sapremo valorizzare le risorse delle cosiddette aree interne? Di
riconoscere le scuole come presidi educativi per l’intera comunità, le biblioteche come presidi
culturali, le parrocchie come presidi spirituali, educativi e culturali, le RSA come presidi socio-
sanitari, i parchi, i sentieri, i laghi e i boschi come luoghi di promozione della salute, dello sport e
della cultura?

E nelle città, ricche di musei, teatri, eventi artistici, culturali e sportivi di ogni genere, saremo in
grado di costruire un linguaggio e una visione comuni che aiutino a mettere queste risorse a
disposizione delle persone più fragili e vulnerabili?

Fin qui abbiamo parlato dell’opportunità e della sfida di costruire un sistema organizzativo capace
di fare prescrizione sociale. Non possiamo però dimenticarne la necessità, quale fondamentale
strumento di prevenzione.

Creare punti di riferimento locali nei quali le persone possano imparare a prendersi cura della
propria salute sarà certamente difficile, impegnativo e costoso. Ma è sicuramente meno costoso
che rinunciare, progressivamente, a un Servizio sanitario nazionale che, se oggi è in affanno,
rischia nei prossimi anni di crollare sotto il peso dell’invecchiamento demografico della
popolazione e, soprattutto, delle patologie ad esso correlate.

L’istituto della prescrizione sociale non interviene, naturalmente, sul fenomeno
dell’invecchiamento demografico, ma può incidere profondamente sul modo in cui si invecchia. Il
suo obiettivo è aiutare le persone a invecchiare in salute.

In questo senso ha l’ambizione di occuparsi della prevenzione in una prospettiva realmente
olistica, spingendo concretamente le politiche regionali e locali a dialogare tra loro a partire dal
bisogno di salute delle persone. Perché una popolazione che gode di buona salute, oltre al valore
umano e sociale che questo rappresenta, è anche una popolazione più autonoma, più partecipe,
più produttiva e meno esposta al ricorso a cure sempre più costose.

In conclusione, le Linee guida regionali rappresentano un’opportunità importante, ma il loro
successo dipenderà dalla capacità dei territori di trasformarle in pratica quotidiana. Forse la
domanda più importante, allora, non è se la prescrizione sociale funzionerà, ma se saremo disposti
a considerare la salute come una responsabilità condivisa. Se sapremo farlo, la prescrizione sociale
potrà diventare molto più di una nuova modalità di presa in carico: potrà essere l’occasione per
costruire comunità più coese, più inclusive e, proprio per questo, più sane.

Edificare Babele o ricostruire Gerusalemme?

Bella serata di riflessione e divulgazione della Dottrina sociale della Chiesa quella che si è svolta a Bientina domenica sera 26 Luglio. Relatore avv. Andrea Gasperini, membro della Commissione per la Dottrina sociale di Uneba Pisa. L’iniziativa è stata promossa dal Centro di dottrina sociale cristiana ‘Maria Mater Ecclesiae’,  da Uneba Prov.le Pisa e dalla Fondazione Madonna del soccorso Ets ed aveva come titolo: ‘Edificare Babele o ricostruire Gerusalemme?’ per approfondire l’ultima enciclica di Sua Santità Leone XIV.
Il relatore ha illustrato con grande chiarezza le parti principali dell’enciclica con particolare attenzione a quella iniziale legata ai principi fondamentali della Dottrina sociale cristiana. Grande la partecipazione di pubblico.  Un bel momento di riflessione, approfondimento e divulgazione dei principi perenni della Dottrina sociale della Chiesa Cattolica.
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