Decreto Milleproroghe
- Si proroga il periodo di transitorietà del cinque per mille dell’IRPEF, limitatamente alle ONLUS, per consentire a dette organizzazioni di essere interessate inter alia, anche per il 2025, dal riparto del beneficio del cinque per mille dell’IRPEF.
- Si proroga al 31 marzo 2025 il termine dell’esenzione dall’obbligo di fatturazione elettronica delle prestazioni sanitarie verso consumatori finali.
- Si proroga il termine entro il quale i datori di lavoro nel settore privato possono stipulare contratti a tempo determinato di durata superiore a dodici mesi e in ogni caso non superiore a ventiquattro mesi.
- si proroga al 10 gennaio 2026 il termine a decorrere dal quale trova applicazione il nuovo regime di esenzione IVA per le operazioni realizzate dagli enti associativi di cui all’articolo 5, comma 15 -quater del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146.”
Rassegna regionale toscana dei presepi
Con la festa dell’Immacolata Concezione di Maria l’8 Dicembre prende formalmente avvio la Rassegna dei presepi realizzati nelle strutture sociali, socio-sanitarie, sanitarie, educative e scolastiche di Uneba Toscana.
Per partecipare è necessario inviare almeno n. 3 fotografie di un presepio realizzato in tali strutture all’indirizzo mail uneba.provincialepisa@gmail.com
L’iniziativa, promossa originariamente da Uneba Prov.le Pisa è stata estesa a tutta la Regione Toscana. La settimana che precede il S. Natale tutte le fotografie pervenute saranno presentate sul sito regionale di Uneba Toscana.
L’iniziativa è finalizzata alla promozione del presepio alla luce della Lettera apostolica del S. Padre ‘Admirabile signum’ nella quale si legge: ‘Con questa Lettera vorrei sostenere la bella tradizione delle nostre famiglie, che nei giorni precedenti il Natale preparano il presepe. Come pure la consuetudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze… È davvero un esercizio di fantasia creativa, che impiega i materiali più disparati per dare vita a piccoli capolavori di bellezza. Si impara da bambini: quando papà e mamma, insieme ai nonni, trasmettono questa gioiosa abitudine, che racchiude in sé una ricca spiritualità popolare. Mi auguro che questa pratica non venga mai meno; anzi, spero che, là dove fosse caduta in disuso, possa essere riscoperta e rivitalizzata’.
Solennità dell’Immacolata Concezione
Oggi la Chiesa Santa di Dio festeggia la solennità dell’Immacolata Concezione della Beata e sempre Vergine Maria. Tutto il popolo di Dio è in festa per questa grande ricorrenza che affonda la Sua Verità nella Sacra Scrittura, nel Magistero e la Tradizione della Chiesa. Sarà poi il Pontefice beato Pio IX, il giorno 8 dicembre 1854, con la Bolla Ineffabilis Deus, a sancire questo grande dogma con queste parole: “1I Dio ineffabile sin dal principio e innanzi ai secoli, elesse e dispose all’Unigenito suo Figlio una Madre, da cui fatto uomo, avesse egli a nascere nella felice pienezza dei tempi, e fra tutte le creature di tanto amore predilesse, lei, da compiacersi in lei sola con propensissimo affetto. Per il che, assai più che tutti i santi, la ricolmò dell’abbondanza di tutte le grazie celesti, tolte dal tesoro della divinità, in un modo così meraviglioso, che sempre affatto immune da ogni macchia, di peccato, e tutta bella e perfetta, ebbe in sé quella pienezza d’innocenza e di santità, di cui maggiore non può concepirsi al di sotto di Dio, e cui nessuno fuor che Dio stesso può raggiungere col pensiero. E per verità era del tutto conveniente, che sempre rifulgesse ornata degli splendori di perfettissima santità, ed affatto immune dalla stessa macchia della colpa originale, riportasse amplissimo trionfo dell’antico serpente, una sì venerabile Madre.”
“Dopoché mai non cessammo nell’umiltà e nel digiuno, di offrire a Dio Padre, per mezzo del Figliuol suo, le private nostre preghiere e quelle pubblicate della Chiesa, affinché si degnasse di dirigere e confortare la nostra mente colla virtù dello Spirito Santo, implorato il soccorso di tutta la corte celeste, ed invocato con gemiti lo Spirito Paraclito, il medesimo così ispirandoci, ad onore della santa ed individua Trinità, a decoro ed ornamento della vergine madre di Dio, ad esaltazione della fede cattolica e ad incremento della cristiana religione, coll’autorità del Signor Nostro Gesù Cristo, dei Beati Apostoli Pietro e Paolo, e Nostra, dichiariamo, pronunziamo e definiamo, che la dottrina la quale ritiene che la Beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore dell’umano genere, fu preservata immune da ogni macchia di colpa originale, è da Dio rivelata e quindi da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli.”
Il 25 Marzo del 1858, quattro anni dopo la Bolla Ineffabilis Deus, la stessa Vergine Maria si rivelava a Bernadette nella sedicesima apparizione di Lourdes, la quale le aveva chiesto chi fosse: “Io sono L’Immacolata Concezione”.
Giornata della disabilità: riflessioni di Falorni
Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità del 3 dicembre: ecco la riflessione di Franco Falorni, consigliere nazionale Uneba e presidente dell’ente associato Uneba Fondazione Maffi.
Falorni ci accompagna a distinguere tra disabilità del fisico e disabilità del cuore e ci invita ad accogliere la “scomodità” delle persone con disabilità, e gli insegnamenti che la loro vita può darci
Sociosanitario in Toscana, aumenti o chiusure se la Regione non interviene
Uneba Toscana assieme alle altre associazioni degli enti gestori delle Rsa chiede un intervento urgente alla Regione per salvare il sistema del welfare. E denunciano: le istituzioni continuano a tacere sulla quota sanitaria. Ecco il comunicato stampa della conferenza stampa di martedì 26 novembre.
Toscana – Welfare, nessuna risposta dalle istituzioni
Le associazioni di gestori delle strutture sociosanitarie accreditate: “Gli accordi annunciati in questi giorni non riguardano i servizi in convenzione ma solo quelli in appalto, per coprire i rinnovi contrattuali saremo costretti ad aumentare le quote a carico dei cittadini. Altrimenti, il rischio è la chiusura”
Firenze, 26 novembre 2024 – I gestori delle Rsa toscane guardano con preoccupazione alle notizie dei giorni scorsi circa un accordo attorno a nuovi investimenti per il settore sociosanitario che non li vede coinvolti. L’iniziativa, di supporto all’integrazione salariale dei contratti di lavoro per i servizi gestiti in appalto, esclude di fatto una gran parte dei lavoratori del comparto, ossia quelli delle strutture che operano in convenzione, concessione o co-progettazione. Resta invece l’attesa per le risposte per salvare il sistema welfare sollecitate a partire dal confronto avviato con la Regione dal 7 maggio scorso: «Alle prese con i rinnovi contrattuali dei dipendenti e dunque con la necessità di adeguare le tariffe per garantirne la copertura, non vediamo altra soluzione se non quella di aumentare la quota sociale, che è a carico dei cittadini, al fine di garantire i costi effettivi degli elevati standard di personale e prestazioni di parte sanitaria stabiliti dalla stessa Regione Toscana – spiegano le associazioni dei gestori – dato che le istituzioni continuano a tacere sulla quota sanitaria. Nel frattempo, è annunciato un accordo a favore del welfare toscano ma che in realtà riguarda solo una parte del mondo cooperativo (quello coi servizi in appalto) e sigle sindacali: nulla è previsto, invece, per i servizi accreditati erogati in convenzione».
Rimane fortemente a rischio l’accessibilità a prestazioni sempre più indispensabili per gli anziani e per le loro famiglie, ma anche la loro stessa esistenza, insieme a quella di migliaia di posti di lavoro.
Nel settembre 2023, un accordo firmato dalle associazioni dei gestori e dal presidente della Toscana prevedeva stanziamenti (per costi da inflazione, utenze, maggiore complessità assistenziale) pur nella consapevolezza che di per sé sarebbero stati insufficienti, se non fossero stati accompagnati da ulteriori risorse. Come possono quindi bastare oggi, di fronte ai rinnovi contrattuali non più rinviabili? Rimane inoltre irrisolta la questione del riconoscimento delle spese già sostenute nel 2024: la Regione intende riconoscere questi costi pregressi che stanno minacciando la sopravvivenza dei servizi stessi?
D’altro canto, l’attuale Giunta si impegnerebbe per ulteriori investimenti nel 2026/2027 e, dunque, oltre il proprio mandato.
La richiesta dei gestori è di intervenire con atti concreti, magari con un riconoscimento dei costi effettivi e un adeguamento della quota sanitaria da parte della Regione Toscana tale da consentire la sopravvivenza del sistema delle residenze sanitarie assistenziali, insieme all’applicazione di doverosi aumenti contrattuali al nostro personale.
ANASTE TOSCANA – ARAT – ARET – ARSA – AGESPI TOSCANA – UNEBA TOSCANA
Massa 22 Novembre 2024. Convegno “Adolescenti con disturbi psichiatrici complessi: percorsi e strategie di cura dall’ambulatorio alla residenzialità”.
In Italia, circa 2 milioni di bambini e ragazzi, quindi 1 minore su 5, è affetto da un disturbo neuropsichiatrico. Secondo i dati dell’OMS, a livello mondiale tra il 10 e il 20% di bambini e adolescenti soffre di disturbi mentali e il 50% delle patologie psichiatriche insorge prima dei 14 anni. Una parte di questi adolescenti presenta dei disturbi psichiatrici complessi, disturbi che spesso rendono scarsamente efficaci gli interventi disponibili.
In una società che espone l’esistenza umana ad una condizione di incertezza e instabilità senza precedenti ed in cui il rapido cambiamento è l’unica certezza, anche l’epidemiologia e le manifestazioni cliniche dei disturbi neuropsichiatrici in età evolutiva sono in continuo mutamento.
In questo scenario l’appropriatezza dell’intervento, quindi la valutazione dell’intervento giusto nel setting di cura appropriato, diventa l’elemento fondamentale che deve guidare l’operatore sanitario nelle scelte di trattamento.
La neuropsichiatria infantile spesso rappresenta in questo ambito la prima e più importante possibilità di intervento tempestivo e mirato affinché si possa modulare positivamente le traiettorie di sviluppo, riducendo l’impatto della psicopatologia sui minori di oggi, sull’adulto di domani e sulle loro famiglie.
Questa giornata ha l’obiettivo di affrontare queste tematiche partendo dall’analisi critica dei dati epidemiologici, le nuove emergenze cliniche psicopatologiche per poi analizzare i vari livelli e setting di intervento.
Ci sarà spazio per approfondire le strategie di intervento più appropriate e le metodologie di lavoro più indicate nei vari contesti di cura.
La giornata si concluderà con una tavola rotonda in cui sarà possibile analizzare le prospettive future, le criticità del fare rete e della prevenzione.
Nuovo Accordo Stato Regioni in materia di salute e sicurezza
Con nota del 13 maggio 2024, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato la bozza del nuovo Accordo Stato Regioni sulla formazione per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ai sensi del D.L. 9 aprile 2008, n. 81.
Parliamo del nuovo Accordo-Stato Regioni (ASR) sulla formazione in materia di salute sicurezza, che va ad aggiornare il precedente accordo del 2011.
Ci sono voluti ben due anni per arrivare alla bozza definitiva, ora si attende la pubblicazione, prevista nel prossimo periodo. Questo decreto prevede nuovi obblighi formativi e presenterà dei cambiamenti rispetto al passato.
Uneba Toscana vi aggiornerà sugli sviluppi della normativa di settore che riguarderà tutte le nostre strutture e le aziende in generale.
Commemorazione dei defunti
Dopo aver celebrato la solennità di tutti i santi la Chiesa Santa di Dio ci propone il 2 Novembre la commemorazione dei fedeli defunti.Già nel II secolo ci sono testimonianze che i cristiani pregavano e celebravano l’Eucaristia per i loro defunti. All’inizio il terzo giorno dalla sepoltura, poi l’anniversario. In seguito il 7° giorno, il 30°. L’anno ufficiale è il 998, quando l’abate Odilone di Cluny (994-1048) rese obbligatoria, in tutti i monasteri sottoposti a lui, questa memoria del 2 novembre.
La commemorazione dei fedeli defunti non deve far pensare a qualcosa di simile ad un mero ‘ricordo umano’. Cristo, infatti, ha vinto per sempre la morte con la sua Resurrezione ed ha fatto nuove tutte le cose: la morte non ha più la sua vittoria! In questa dimensione del mistero torna a risplendere quella verità di fede chiamata la ‘Comunione dei santi ‘ che unisce – in Cristo – i membri della Chiesa trionfante con quelli della Chiesa purgante e della Chiesa militante sulla terra. I fedeli della Chiesa militante sono già in cammino verso la Gerusalemme celeste e appartengono allo stesso popolo rendento da Cristo sulla Croce. Coloro che ci hanno anticipato in Cielo non sono lontani da noi: appartengono tutti alla comunità degli uomini e alla Chiesa, sia quelli che sono morti nell’abbraccio di Dio, come pure tutti coloro dei quali solo il Signore ha conosciuto la fede.
“A causa infatti della loro più intima unione con Cristo, i beati rinsaldano tutta la Chiesa nella santità […]. Non cessano di intercedere per noi presso il Padre, offrendo i meriti acquistati in terra mediante Gesù Cristo, unico mediatore tra Dio e gli uomini. […] La nostra debolezza quindi è molto aiutata dalla loro fraterna sollecitudine” (Catechismo, punto 956).
“Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo” (Catechismo, punto 1030).
“La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt’altra cosa dal castigo dei dannati” (Catechismo, punto 1031).
Preghiamo per i fedeli defunti così come la Chiesa Santa di Dio ci insegna:
Solennità di tutti i Santi
Il 1 Novembre la Chiesa Santa di Dio celebra la grande solennità di tutti i santi. È una festività che affonda le sue radici nei primi secoli della storia cristiana. Già sul finire del II secolo troviamo una vera e propria venerazione dei santi. All’inizio, i santi martiri, ai quali ben presto furono assimilati gli apostoli, testimoni ufficiali della fede. Dopo le grandi persecuzioni dell’Impero romano, diventano gradualmente oggetto di venerazioni uomini e donne che hanno vissuto in modo bello, eroico la vita cristiana. Da IV secolo almeno, come si apprende da uno scritto di san Basilio (c. 329-379), si era stabilito l’uso tra diocesi vicine di scambiarsi le reliquie dei martiri e di mettere in comune le feste. Con le persecuzioni di Diocleziano (244-313), inoltre, il loro numero era aumentato a tal punto che non bastavano più i giorni dell’anno per commemorarli in date separate; così in Oriente nacque l’idea di una memoria liturgica generale, che veniva celebrata la prima domenica dopo la Pentecoste o il 13 maggio (le attestazioni più antiche riguardano Antiochia ed Edessa). Le due date si diffusero anche nell’Occidente (il 13 maggio 609, in particolare, il Pantheon fu trasformato in basilica cristiana e dedicato alla Madonna con il nome di Sancta Maria ad Martyres), fino a quando nell’835 Gregorio IV fece spostare definitivamente la celebrazione all’1 novembre. La solennità cade verso la fine dell’anno liturgico, quando la Chiesa tiene fisso lo sguardo al termine ultimo, e già pensa a quanti hanno varcato le porte del Cielo e ci hanno preceduto verso la Gerusalemme celeste verso cui siamo tutti incamminati. È proprio da questa intima unione tra Cielo e terra, riconciliata da Cristo, che splende quella meravigliosa verità di fede definita la ‘Comunione dei santi’. Il Catechismo della Chiesa cattolica afferma chiaramente che tale comunione «ci unisce a Cristo, dal quale, come dalla fonte e dal capo, promana tutta la grazia e tutta la vita dello stesso popolo di Dio» (CCC 957). Dalla comunione tra la Chiesa trionfante in cielo e la Chiesa militante, pellegrina sulla terra, deriva la certezza che i santi continuano a prendersi cura di noi dal Paradiso, in modo perfino più efficace di quanto non facessero già in terra. Nell’economia della salvezza è perciò importante pregarli: «La loro intercessione – insegna sempre il Catechismo – è il più alto servizio che rendono al disegno di Dio. Possiamo e dobbiamo pregarli di intercedere per noi e per il mondo intero» (CCC 2683).
Buona festa dei Santi a tutti!

















